In alto la luce si spezza nell'acqua in fasci chiari. Una megattera si tuffa a capofitto nell'abisso, le lunghe pinne pettorali ben aperte, la pelle grigia, bianca e nera con macchioline chiare.
In fondo, piccola come un segno di punteggiatura, fluttua una nuotatrice e alza lo sguardo verso di lei. Verso il basso il blu si fa sempre più denso, attorno alla balena turbinano bollicine bianche.
La grandezza sposta la misura di tutto. Accanto a questo animale ogni preoccupazione si rimpicciolisce, e resta la meraviglia. Il mare ci ricorda quanto siamo piccoli – il mare ci ricorda quanto siamo piccoli.
Sopra il divano, quando fuori si fa buio, la balena la precede negli abissi – e la stanza diventa un piccolo mare.







