Firenze dorme. Sopra i tetti scuri arde una sola forma: la cupola del Brunelleschi, immersa in un luminoso magenta di chinacridone.
Costoloni bianchi salgono come linee di luce fino alla lanterna. Il colore si posa denso e lucido sulla calotta e cola in lunghe scie giù per il tamburo, nel nero; singoli schizzi si staccano e fluttuano verso il cielo. Tutt'intorno la città resta monocroma – tetti, facciate, luci sparse nei vicoli –, sopra un cielo notturno di blu profondo con chiari veli di nuvole, all'orizzonte le colline. Il magenta di chinacridone porta il nome del pigmento con cui David dipinge le sue opere uniche.








